Aumenti bus: a rischio il Patto di Mobilità

11 feb. – Dopo l’incontro di mercoledì 9 febbraio in Provincia, finito con un nulla di fatto, Cgil Cisl e Uil si rivolgono direttamente alla Regione per protestare contro gli incremendi tariffari degli autobus. A rischio c’è il Patto di Mobilità firmato da sindacati confederati e Regione Emilia-Romagna il 13 dicembre del 2010. Il rincaro dei ticket non doveva essere “superiore a quel 20% massimo previsto dal patto” ha ribadito Claudio Santoro segretario della Filt-Cgil Emilia-Romagna. Se la Regione Emilia-Romagna “non rispetta il suo ruolo di garante” e non richiama le aziende ad applicare gli aumenti dei biglietti nei limiti previsti,  “per noi quel patto diventa carta straccia e ci prendiamo la liberta’ di ritirare la firma” ribadisce Santoro.

Secondo i sindacati ci sono tutte le condizioni per riportare la manovra tariffaria ad una condizione di minor pesantezza per le tasche dei cittadini utenti. “Il Presidente di Atc e i dirigenti dell’Azienda presenti all’incontro – ribadiscono i sindacati in un documento – hanno dimostrato una scarsissima sensibilità ai problemi derivanti dall’impatto sulle tasche dei cittadini della manovra di aumenti deliberata, scaricando la responsabilità delle scelte sugli Enti Locali e sul Governo. I tagli prodotti dalla manovra Finanziaria  con un calo del finanziamento ad Atc di circa 7 milioni di euro, possono essere compensati con diversi interventi legati alla riorganizzazione, alla razionalizzazione e al recupero di produttività di sistema”.

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