Bologna, 5 set. – Nelle prossime settimane frequentare le palestre e le piscine bolognesi potrebbe essere più costoso. Si parla di un rincaro del 15-20% che potrebbe far impennare le tariffe per l’utilizzo degli impianti sportivi di Bologna. A decidere l’aumento la Giunta comunale che chiederà il voto del Consiglio.
A spiegare il perché del rincaro è stato il dirigente Eno Quargnolo, “Gli attuali importi delle tariffe per l’uso degli impianti sportivi – ha spiegato al Resto del Carlino – risultano inadeguati a consentire un’equa copertura dei costi gestionali”. Potrebbe quindi essere questa la strada per recuperare parte dei 3,4 milioni di euro stanziati a fine agosto per la piscina dello Sterlino e per assicurare le necessarie manutenzioni per tutti gli impianti di Bologna.
Ma, in questo momento, la novità è lo Sterlino, o quello che ne rimane: una struttura vecchia, mal tenuta e tutta da rifare, secondo Serafino D’Onofrio, presidente provinciale dell’Aics. “L’obiettivo è quello di rendere questa vecchia signora in condizione di andare avanti”, ha spiegato. La buona notizia è che, dopo due anni di cassa integrazione, i cinque dipendenti che si occupavano della struttura prima dell’acquisizione dello Sterlino da parte del Cusb saranno tutti riconfermati alle loro vecchie mansioni.
Sono principalmente tre i lavori urgenti per i quali il Comune ha già stanziato 200 mila euro: il montaggio del vecchio telone per la copertura della piscina scoperta; rimettere a nuovo la tribuna della piscina di 25 metri; il risanamento dell’impianto di alta specializzazione della ginnastica artistica, attualmente inagibile.
Anche se è già stata annunciata per il 15 settembre l’apertura della piscina, ancora non è possibile determinare una data certa per l’apertura della palestra di ginnastica artistica. In un secondo momento, ci anticipa D’Onofrio, sarà ristrutturata anche la seconda palestra, quella chiamata ‘dei pulcini’: “il progetto non è semplicemente ripristinare la palestra ma di renderla un luogo dove sport e cultura possano incontrarsi”.
Andrea Capponi

