Aumentano i casi di malaria in Regione

5 nov. – Aumentano in Emilia Romagna i casi di malaria. Lo registra uno studio realizzato dall’assessorato regionale alle Politiche della Salute che ha preso in esame l’arco di tempo 1999-2010. Negli ultimi anni, si è arrivati ad una media di 100 casi, con un sensibile aumento rispetto agli inizi degli anni Novanta quando si registravano in media 70 casi all’anno. Inoltre il dato emiliano-romagnolo è in controtendenza rispetto a quello nazionale: nel Paese, infatti, i casi di malaria sono sostanzialmente in calo costante.

Nel 2010 i casi registrati in regione sono stati 114, 3 in più dell’anno precedente. Quota 114 fu toccata anche nel 2005. Secondo l’indagine “Epidemilogia della malaria in Emilia-Romagna 1999-2010” l’aumento dei casi non è attribuibile esclusivamente alla maggiore sensibilità alla segnalazione da parte dei medici della Regione, “ma anche alla quota rilevante di persone straniere residenti nel territorio (circa l’11%), che potenzialmente possono recarsi in visita nei Paesi di origine, dove la malaria e ancora endemica“.

Tra 1999 e 2010 ad ammalarsi sono stati soprattutto gli uomini (66,4%). “Da sottolineare – si legge nel rapporto – la quota rilevante di casi occorsi nella prima infanzia“: hanno tra zero e 14 anni il 16,8% dei malati totali. La maggior parte ha contratto la malattia dopo un viaggio legato al rientro nel proprio paese di origine o in quello dei genitori, oppure al loro primo ingresso in Italia. Le nazionalità degli stranieri malati che ricorrono con più frequenza sono nigeriana, ghanese e senegalese: insieme comprendono il 63,6% dei casi. Rispetto alla distribuzione geografica dei casi in regione lo studio mostra che il 63,3% dei casi è stato registrato nella parte occidentale della regione: le Ausl di Parma, Reggio Emilia e Modena hanno “tassi di incidenza decisamente superiori alla media regionale”.

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