17 lug. – Un attivista tunisino è il co-protagonista, insieme a Silvia Calderoni, di Caliban Cannibal, l’ultima performance dei Motus, la compagnia teatrale composta da Enrico Casagrande e Daniela Francesconi Nicolò, formatasi a Rimini nel 1991.
In scena dal 17 luglio al Festival Internazionale del Teatro in Piazza di Santarcangelo, lo spettacolo è stato presentato per la prima volta all’Ateliers de l’EuroMéditerranée di Marsiglia, e parte proprio dai movimenti di piazza delle primavere arabe per costruire un dialogo – in francese, italiano, arabo e inglese – sul nomadismo, sul senso di sradicamento e sull’integrazione. A rimarcare la tematica dello sradicamento è la sceneggiatura, costituita da una light emergency tent – la tenda di primo soccorso per i rifugiati – che “si installa veloce nelle zone vuote di spazi pubblici e privati: dalle piazze, ai parchi, ai centri commerciali, ai teatri”.
All’interno del più grande progetto 2011>2068 Animale Politico Project, Caliban Cannibal prende molto da Una Tempesta, lo spettacolo precedente di Motus ispirato alla grandissima opera di Shakespeare, anch’esso in programma al Festival.
Enrico Casagrande, uno dei due componenti di Motus, ci ha parlato dello spettacolo e di tutti gli appuntamenti a loro dedicati all’interno della quarantaquattresima edizione di Santarcangelo, tra cui anche un incontro e una videoinstallazione:


