4 lug. – “Mi hanno portato in uno stanzino dove mi hanno sputato addosso e picchiato ripetutamente e a turno con manganelli, calci e pugni. Mi hanno rotto il naso con un tubo di ferro e mi hanno spostato volontariamente sotto al sole, ferito e sanguinante per ore”. Fabiano Di Berardino è un militante del Tpo che ieri è stato fermato durante le cariche della Polizia in val di Susa nella giornata della mobilitazione No Tav. In un video racconta quello che gli è accaduto dopo, quando è stato portato nel posto di Polizia all’interno del cantiere della Maddalena. Praticamente una tortura. Ora è ricoverato nel centro traumatologico dell’ospedale di Torino con fratture a radio e ulna, setto nasale e lividi in tutto il corpo
“A distanza di 10 anni da Bolzaneto, le pratiche dei reparti mobili italiani non sono cambiate per nulla”, scrivono i centri sociali Tpo di Bologna e Rivolta di Marghera che chiedono libertà per gli arrestati.
Il ragazzo sarà assistito dall’avvocato Simone Sabatini di Bologna
Tra le persone arrestate ci sono anche due attivisti di Fuoriluogo il circolo anarchico di via San Vitale oggetto recentemente di un’indagine della magistratura e ancora sotto sequestro. Sono Roberto Nadalini e Salvatore Soru, entrambi erano indagati nell’inchiesta. La Procura di Bologna ha chiesto ai colleghi torinesi la trasmissione degli atti.

