Bologna, 21 ott. – Attivista del Cua agli arresti domiciliari. Angelo, il nome lo rendono noto gli attivisti del collettivo, era soggetto al divieto di dimora a Bologna, per gli scontri in piazza Verdi del 27 maggio del 2013. La polizia però l’avrebbe visto il 24 settembre nei pressi dello studentato Taksim, il giorno dell’occupazione dello stabile, poi sgomberato il 1 ottobre.
Lo studente aveva i permessi per frequentare l’università a cui è iscritto e recarsi alla facoltà di Scienze Politiche, invece durante l’orario delle lezioni sarebbe stato visto in via Irnerio. Con questa accusa la Digos ha fermato oggi l’attivisti del collettivo autonomo notificandogli gli arresti domiciliari.
“E’ la conferma della linea di rigore della Procura”, ha detto il procuratore aggiunto portavoce Valter Giovannini.
Il Cua invia una nota con cui commenta: “Nel rivendicare la liberazione immediata di Angelo, la fine dell’esilio per i compagni e le compagne di Bologna, e la libertà di movimento per tutti e tutte e in ogni città d’Italia, proseguiremo con grande serenità, tenacia e determinazione nel nostro percorso di lotta contro l’austerità e la precarietà che attanaglia la vita di milioni di studenti e studentesse”.

