31 ago. – La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta sull’attentato incendiario appiccato ad alcuni ripetitori di telefonia mobile a Bianconese di Fontevivo, nel Parmense. L’ipotesi di reato individuata dai pm è porto di materiale incendiario e danneggiamento, il tutto aggravato dalla finalità eversiva. Secondo i magistrati bolognesi, la cui Direzione distrettuale Antimafia ha la competenza su questo tipo di reati, l’attentato sarebbe riconducibile all’area anarchica: vicino ai ripetitori è stata trovata una scritta inneggiante a Marco Camenish, militante anarchico attivo negli anni Settanta e Ottanta, ora rinchiuso in un carcere svizzero, conivolto nelle indagini del Ros sulla Federazione Anarchica Informale. La scritta “Marco Camenish libero” era firmata con la A cerchiata.
Dei tre ordigni lasciati ai piedi dei ripetitori, uno non è esploso ed è stato analizzato dagli inquirenti. E’ molto simile ad altri ordigni utilizzati in attentati riconducibili all’area anarchica, come quello alla sede bolognese di Federmanager del 2011, in cui l’innesco è affidato ad uno zampirone, utilizzato come miccia a lenta combustione. Alcuni zampironi erano stati rinvenuti anche nell‘abitazione bolognese di uno studente aretino, perquisita nel giugno scorso, nell’ambito delle indagini sulla Fai.

