23 gen. – Atlantide vuole restare nel cassero di Porta Santo Stefano e lo ribadisce anche oggi, dopo l’incontro tenuto ieri con l’assessore Matteo Lepore.
Il coordinatore della giunta Marola ha riportato agli attivisti la disponibilità ad aprire aprire un dialogo per trovar loro “una diversa collocazione” ed istituire una convezione con loro, riconoscendo che quella di Atlantide “è una realtà importante”.
Allo stesso tempo, però, Lepore ha ribadito “che c’è un bando e c’è stata una selezione” delle associazioni destinate ad utilizzare il Cassero, quindi bisogna “tutti prenderne atto e rispettarlo“.
Gli attivisti apprezzano il riconoscimento che definiscono “formale e retorico“, ma non intendono lasciare Porta Santo Stefano. Prima di parlare di altri spazi sono intenzionati a proseguire sulla strada del confronto con le associazioni assegnatarie e fare ricorso al Tar contro il bando.
Beatrice del Laboratorio Smaschieramenti ci conferma che esiste un dialogo “costruttivo” tra loro e l’associazione Evoè, artisti cineasti che “si vivono come una contraddizione” questa circostanza.
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Per arrivare ad un ricorso al Tar l’avvocato di Atlantide ha già fatto la richiesta di accesso agli atti sul bando che rischia di portare allo sfratto le realtà che abitano Atlantide dal 1998.

