Atlantide. Aspettando il Pride si apre il fronte legale

atlantide al Pride foto Radio Città del CapoBologna, 25 giu. – Non c’è solo il Pride di sabato, a cui le attiviste di Atlantide parteciperanno come annunciato. Nella battaglia per il Cassero di Porta Santo Stefano si apre un nuovo fronte, e questa volta – a sorpresa – sul versante della legalità. Nei prossimi giorni, forse già domani, gli avvocati di Atlantide presenteranno a Palazzo d’Accursio una memoria difensiva che metterà in questione tutto il percorso amministrativo che ha portato prima all’esposto della presidente del quartiere Santo Stefano, poi al secondo avviso di sfratto firmato dal sindaco di Bologna Virginio Merola. Nella memoria, ancora in via di stesura, si sottolineano tra le altre cose alcune incongruenze nel bando dell’estate 2012 che ha assegnato lo stabile alle associazioni Mondodonna, Xenia e Evoè (le prime due poi ritiratesi).

“Presenteremo una memoria difensiva che notificheremo a breve al Comune di Bologna – spiega Beatrice di Atlantide – Per noi è un altro strumento per smascherare questo stanco ritornello su regole e legalità, ritornello che serve solo a eludere precise responsabilità politiche alla radice dello vicissitudini di Atlantide. Abbiamo sempre detto che il bando è un alibi e crediamo che questo si evinca da come è stato scritto e da come sono stati scritti gli atti redatti successivamente dal Comune di Bologna”.

Al di là delle questioni legali Atlantide sfilerà al Pride bolognese. “Saremo guerriere”, hanno già annunciato le attiviste. “Andremo al Pride per difendere la nostra esperienza di autogestione e rivendicare maggiori spazi – spiega Beatrice – Chiederemo un reddito di base incondizionato e il ripensamento di un modello di welfare familista che caratterizza il nostro paese”. Che succederà quando il corteo raggiungerà Piazza Nettuno e toccherà alle istituzioni prendere parola? “Non lo sappiamo”, spiega Beatrice, anche se le contestazioni sembrano ormai cosa certa. “Sicuramente tornerà a farsi vedere la Corale atlantidea“. Per quanto riguarda le istituzioni, invece, ancora non si sa chi parlerà sul palco del Pride di quest’anno. Probabilmente toccherà ad un assessore e non al sindaco Merola, come successo nel 2013.

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