10 gen. – Andranno in Consiglio Comunale lunedì 14 gennaio, le realtà glbt, femministe e punk che dal 1998 gestiscono il cassero di Porta S.Stefano e che ora rischiano di restare “senza casa”.
Atlantide rischia lo sfratto perché il bando del quartiere per la gestione del posto è stata vista da altre tre associazioni. Una di queste, però, ha raccontato Beatrice del Laboratorio Smaschieramenti, ha già comunicato che non è intenzionata ad entrare nel cassero per non interferire con le attività oggi svolte. Si tratta di Mondodonna che, in cordata con Xenia, dovrebbe gestire il primo piano del locale.
Dopo l’assemblea di mercoledì la prossima tappa è una “visita” al Consiglio comunale, perché “il nostro referente politico è il governo della città e questa decisione” ha spiegato Beatrice. “Fu lo stesso futuro sindaco Virginio Merola, in campagna elettorale” ricorda “a dichiarare che sarebbe stata superatala logica dei bandi e delle convenzioni, per evitare clientelismi“.
Tra gli spazi sociali, durante l’assemblea pubblica, racconta l’attivista, “è stata problematizzata la politica dei bandi e delle convenzioni come forma di codificazione dei rapporti tra le esperienze di autogestione e le istituzioni”. In ballo, dunque, “non c’è solo la difesa di Atlantide ma anche la volontà di rilanciare un percorso tra gli spazi sociali per superare questo piano portato avanti dall’amministrazione”

