25 giu – In cinquanta accertatori della sosta, guidati da tutte le sigle sindacali di settore, hanno fatto irruzione in sala consiliare interrompendo per oltre mezz’ora i lavori della giunta. I lavoratori accusano il Comune di non voler rispettare la clausola sociale sottoscritta dalla giunta Cofferati attraverso la quale, in caso di scorporo di un ramo d’azienda, si sarebbe mantenuto comunque il contratto nazionale del lavoro degli autoferrotranvieri.
“Vergogna” sembra essere la parola d’ordine di questi giorni di agitazioni e malcontenti; “No allo scorporo, oggi la sosta e domani gli autobus” e “Sosta scorporata, Atc disastrata” gli slogan dietro cui si sono barricati compatti i lavoratori.
Dopo mezz’ora di urla, alcuni consiglieri, tra cui il capogruppo del Pd, Sergio Lo Giudice, si sono avvicinati alla balaustra per parlare con gli accertatori; una delegazione sindacale è stata invitata ad uscire per confrontarsi sulla questione con l’assessore Andrea Colombo. “Avevamo proposto una soluzione, la gara a doppio getto, attraverso la quale ai privati sarebbero andate solo il 40% delle azioni di Atc sosta, che il Comune ha vissuto come una presa in giro”, ha detto Gianluca Neri di Uil trasporti.
Colombo ha ribadito l’impegno della giunta a salvaguardare i 128 posti di lavoro a rischio ma come sempre ha sottolineato che la legge sulle liberalizzazioni ha stravolto la normativa e di conseguenza l’affidamento diretto del servizio con garanzie ulteriori è impensabile.
I lavoratori hanno annunciato sciopero per il 7 luglio di tutti i dipendenti Atc e Tper.

