14 set. – Atc, l’azienda del trasporto pubblico locale, corre un rischio economico troppo alto per la sua presenza nella società Marconi Express, quella che costruirà e gestirà in project financing il People Mover ovvero la monorotaia che collegherà stazione e aeroporto.
Il Comune non mette in discussione l’opera ma hanno trovato conferma le parole anticipate dal sindaco durante l’intervista di venerdì scorso alla festa dell’Unità.
La vicesindaco Silvia Giannini e l’assessore Andrea Colombo hanno spiegato che il Comune è al lavoro per trovare altri soci con cui allargare la compagine di Marconi Express. Alla commissione hanno partecipato anche Rita Finzi del Consorzio Cooperative Costruzioni, l’altra realtà che fa parte di Marconi Express, e il presidente di Atc Francesco Sutti. E’ stata proprio Finzi a citare BolognaFiere tra i possibili nuovi soci ma il sindaco venerdì aveva citato Sab, la società di gestione del Marconi e ancora Finzi ha spiegato che le banche ritengono sostenibile la monorotaia anche nel caso Ryan Air se ne andasse da Bologna. Il Comune punta ad un milione di passeggeri l’anno.
Per quanto riguarda i rischi, i patti parasociali firmati nel gennaio 2010 espongono troppo Atc che nel primo anno di esercizio della monorotaia arriverebbe a possedere il 75% delle quote della Marconi Express fino ad arrivare a possedere l’intero pacchetto (mentre il CCC uscirebbe del tutto) entro il 2020; tutto questo restituendo anche i prestiti bancari concessi per realizzare l’opera. Un progetto giudicato troppo rischioso già dall’ex consigliere Daniele Corticelli che firmò a suo tempo un esposto alla Corte dei Conti.
Costruire il people mover costerà 102 milioni di euro. La Regione ne metterà 27.
Durante la riunione della commissione si è fatto vedere e sentire il neonato comitato No People Mover che si era dato appuntamento sotto palazzo d’Accursio per protestare contro la monorotaia e fare informazione sui rischi economici di quello che viene definito un project financing “finto”. Per il comitato l’alternativa c’è già ed è il servizio ferroviario metropolitano.
Foto di Chiara Tolomelli tratta dal profilo facebook del comitato No people mover

