18 lug. – Alcune decine di lavoratori, sostenuti dal sindacato Usb e dal Movimento 5 stelle, hanno deciso di rivolgersi alla magistratura. In settimana presenteranno un esposto alla Procura di Bologna, per chiedere chiarezza sulla fusione di Atc e Fer che ha escluso il controllo della sosta, e 128 accertatori, dalla nuova Tper.
Considerano Atc spa, scorporata da Atc prima della fusione, una “bad company”: «Occore valutare se la creazione di questa società non sia stato un meccanismo astratto realizzato ai danni dei lavoratori», spiega l’avvocato Marina Prosperi, «una società fantasma piena di tossicità». Secondo l’avvocato, le “tossicità” sono state indicate dalla società che ha revisionato il bilancio dell’allora Atc e sono i 17,7 milioni di euro che Atc deve al Comune di Bologna proprio per la gestione della sosta, 5 milioni di sanzione per una «ipotesi di intermediazione illecita di manodopera elevata da parte del ministero del lavoro nei confronti di Atc spa» e «per la vicenda connessa con la gestione di Irisbus».
Il M5S non sposa la tesi della bad company e invece condivide l’idea che l’operazione di fusione sia stata fatta con qualche passaggio oscuro e senza alcun vantaggio economico per il Comune di Bologna, che anzi perderebbe circa 130 mila euro al giorno da quando gli accertatori possono fare le multe solo sulle strisce blu (una stima che il movimento deve ancora confermare), e ha già perso il ruolo di socio di maggioranza che aveva in Atc – e proprio su questo i grillini stanno valutando di fare un esposto alla Corte dei conti.

