Asta deserta per Moto Morini, lavoratori in mobilità

13 apr. – Nessuno vuole la Moto Morini almeno per ora. L’udienza per l’asta fallimentare è andata deserta ma il curatore fallimentare Pietro Aicardi spera che una nuova convocazione verrà fatta entro l’estate. La base d’asta era di 5,5 milioni di euro compreso l’immobile di via Porrettana o di 2,6 senza la sede ma con un comodato d’uso di due anni. Aicardi spiega: “da un mese e mezzo ho contatti con tre gruppi, due stranieri e uno italiano, interessati all’acquisto e che mi hanno detto che per loro non è una questione di prezzo”. Nonostante questo però le offerte non sono arrivate. In aula era invece presente l’imprenditore piemontese Tancredi Razzano della Icp di Asti che, conversando con i cronisti, ha detto “per me il prezzo giusto sarebbe 500 mila euro, qui si sta cercando un pesce che abbocchi ma un’azienda non deve essere solo comprata, va fatta ripartire”.

C’è sfiducia tra gli operai che dal 31 marzo sono in mobilità. Molte tra i 38 lavoratori sono donne. Perplessità sulla base d’asta anche da Cristina Pattarozzi della Fiom Cgil che, pur non volendo dare un giudizio, spiega: “Non ho gli elementi per giudicarlo ma bisogna considerare che ai 5,5 milioni ne vanno aggiunti almeno tre o quattro per rilanciare l’azienda. Diventa un affare da quasi 10 milioni”.

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