Associazioni Lgbt nella consulta della famiglia, le Acli se ne vanno

23 nov. – Il presidente bolognese delle Acli ha detto al proprio rappresentante in seno alla Consulta della famiglia comunale di abbandonare l’organo. Il motivo? La possibilità che entrino a farne parte le associazioni Lgbt Agedo e Famiglie Arcobaleno. E’ stato lo stesso Francesco Murru ad informare con una lettera il sindaco Virginio Merola. L’associazione dei lavoratori cattolici dice di non essere più interessata “a far parte di un organismo a cui non viene garantita la necessaria autonomia”. Murru punta il dito contro “la nuova composizione della Consulta” che, a suo avviso, proprio perché potrebbe includere anche associazioni vicine al mondo lgbt, produrrebbe scontri, anzi, una “guerra ideologica ormai logora e anacronistica”.

Le Acli tirano in ballo la Costituzione e accusano il Comune di aver compiuto “una forzatura tecnica” non valutando gli statuti delle nuove associazioni secondo la loro conformità ai dettami della Carta in cui vi è l’unica idea di famiglia che piace a Murru, quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna, finalizzata alla procreazione.

Il numero uno dei lavoratori cattolici assicura che la dura presa di posizione sia arrivata oggi, in concomitanza con la decisione della giunta di sbloccare il registro del testamento biologico, per puro caso. “Ieri si è riunito il consiglio direttivo provinciale dell’associazione che ha approvato la lettera” dice Murru. Comunque, ci tiene a precisare il presidente delle Acli, il Comune di Bologna non può decidere su questioni sensibili come il testamento biologico e il matrimonio omosessuale, questioni su cui solo lo stato può legiferare.

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