Assicurazione contro il terremoto. Di cosa stiamo parlando?

22 mag. – Il decreto che riforma la Protezione civile introduce per i privati cittadini e le imprese l’assicurazione contro le calamità naturali, compreso il rischio sismico. Lo Stato prova così a sgravarsi dai risarcimenti per chi ha avuto la casa o l’attività danneggiati.

Il provvedimento, pubblicato il 16 maggio scorso in Gazzetta ufficiale, non ha effetto immediato: prevede un regime transitorio, una fase sperimentale che potrebbe durare anche oltre i 90 giorni stabiliti per definire il regolamento attuativo.

Il decreto introduce la novità «al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati a qualunque uso destinati» per garantire «adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione» dei beni immobili privati, «possono essere estese ai rischi derivanti da calamità naturali tutte le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati».

La preoccupazione di queste ore è che si passi a un’assicurazione obbligatoria, che potrebbe essere sui 100 euro ad abitazione, secondo le prime stime, per ovviare al problema di una disparità di trattamento fra cittadini che vivono in zone a rischio sismico e idrogeologico e cittadini che vivono in zone “sicure”.

Il decreto «si limita a prevedere la possibilità di fare assicurazioni per il rischio catastrofi e di ottenere per questo uno sgravio fiscale», ha detto oggi il sottosegretario Antonio Catricalà nella sua informativa alla Camera sul sisma in Emilia.

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