17 set. – Una moratoria sui rinnovi contrattuali così da riportare le lancette a prima degli accordi separati e consentire alla Fiom Cgil di sedersi nuovamente al tavolo delle trattative. L’ha proposta durante il suo intervento di apertura dell’assemblea annuale di Unidustria Bologna il presidente Alberto Vacchi. Di diverso avviso però il presidente nazionale di Confindustria Giorgio Squinzi che, a margine del proprio intervento, ha detto: “Non sono esattamente d’accordo”.
Coerentemente con le proprie posizioni di apertura al dialogo, Vacchi si era rivolto a Squinzi così: “Gli sforzi compiuti non siano sciupati dall’ennesima inutile battaglia delle parti”. E poi l’affondo sui contratti: “Confrontandomi con i colleghi di Modena e Reggio Emilia – ha proseguito Vacchi – anche a nome loro ribadisco che non possiamo pensare di iniziare una discussione su contratti separati, su condizioni, diversità sul lavoro, tra un iscritto, per esempio alla Fiom, piuttosto che ad altre organizzazioni”. E per far sì che il dialogo sia proficuo, per Vacchi sarebbe necessario ripartire dall’ultimo contratto metalmeccanico firmato unitariamente, quello del 2008.
La presa di distanze dalla parole di Vacchi, Squinzi la affida a queste parole: “Ritengo che il rinnovo dei contratti sia una vicenda molto complessam le categorie hanno una loro autonomia e noi, come Confindustria, daremo delle indicazioni”. Prudente anche l’ex numero uno di confindustria Emilia Romagna, Gaetano Maccaferri, che dice: “In Confindustria ci sono diverse posizioni in discussione, fra cui anche questa
ipotesi. Saranno gli organismi a definire una posizione unitaria”.
Nel suo intervento Squinzi ha parlato della necessità di un programma di riforme concordato con Ue e Bce, auspicando una vera e propria blindatura anche del prossimo governo. Stoccata poi alle nuove promesse di Silvio Berlusconi, senza nominarlo ha parlato dei rischi di una campagna elettorale di facili promesse e di populismi. Infine ha insistito sull’importanza del settore produttivo manifatturiero e ha chiesto fondi per la ricerca concentrati e duraturi.

