Cari signor Prefetto, signor Sindaco, signor Capo della Protezione Civile Regionale,
So che lo fate per il nostro bene e tenere lontane dai cittadini tutte le calamità naturali è veramente difficile…
Ieri sera, mentre per l’ennesima volta tutti coloro che hanno figli in età scolare si sfogavano dicendo parolacce e si scambiavano messaggi disperati alla ricerca di un/a baby sitter collettivo/a, abbiamo pensato che il cielo ci stesse cadendo sulla testa.
Vi lascio rileggere alcune righe tratte dal comunicato diffuso alle 20 di giovedì proprio dal prefetto Angelo Tranfaglia ai sindaci della provincia:
“in considerazione della allerta meteo (…), con la quale, nel comunicare le condizioni meteo negative e la loro accelerazione prevista nelle prossime ore e i gravi rischi per la pubblica e privata incolumità connessi alla previsione di neve combinata a condizioni di vento forte e gelo, consigliando, tra l’altro, di non uscire dalle abitazioni nel periodo indicativo compreso tra le ore 12.00 di venerdì 10 e le ore 17.00 di sabato 11 e comunque, in caso di necessità, di ridurre al minimo essenziale l’esposizione all’aperto, si rappresenta la necessità e l’urgenza che le ss.ll., valutino l’opportunità di disporre la sospensione di ogni attività didattica entro le ore 11.30 di domani 10 febbraio, al fine di consentire il rientro nelle rispettive abitazioni.”
La prima cosa a cui credo abbiamo pensato tutti è stata una sola: “Aiuto!!!”. E così ci siamo predisposti all’attesa…
Nelle prossime ore tutto potrebbe accadere, certo: tempeste di neve, blizzard, e molto altro. E probabilmente le scuole saranno chiuse anche lunedì prossimo. Per i genitori della città fino ad ora e per fortuna (e siamo al pomeriggio di venerdì) il cataclisma più grande affrontato e sconfitto per forza è stato decidere dove sistemare i figli con più o meno 12-36 ore di tempo per trovare una soluzione, con un conto corrente prosciugato e i nonni (per chi li ha) ormai esausti.
Cari signor Prefetto, signor Sindaco, signor Capo della Protezione Civile Regionale, i concetti di prevenzione e precauzione sono una cosa seria. Ma ogni individuo cammina per la vita con le proprie responsabilità e non può restare a casa perché il cielo non gli caschi sopra la testa.
Lucia Manassi

