20 sett. – A pochi giorni dalla fine della sperimentazione di Sirio “corto”, Ascom torna alla carica e chiede di aprire al traffico il centro durante il periodo natalizio. “Rimaniamo fermi nella nostra richiesta di spegnere Sirio alle 18 tutto l’anno“, ha detto il presidente dell’Ascom Enrico Postacchini, che però ha rilanciato chiedendo “quanto meno di discutere le aperture di dicembre“. Insomma, dopo la mano l’associazione dei commercianti pare volersi prendere tutto il braccio, e poco importa che il sub-commissario Formiglio abbia già dichiarato “chiusa e non prorogabile” la sperimentazione estiva con il conseguente spegnimento di Sirio alle 18 anziché alle 20.
La tesi dell’Ascom e di Postacchini è semplice: meno telecamere uguale più affari. Per ora però l’unico dato di fatto legato a Sirio spento è l’aumento del traffico. Interpellato invece sui supposti maggior introiti per i commercianti, Postacchini ha parlato di numeri “contrastanti“ e a “macchia di leopardo“.
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Su Sirio si è espresso anche Ernesto Vecchi, vescovo vicario di Bologna. “L’ingresso in città – ha detto Vecchi – non sia legato a Sirio e a tante altre cose, ma sia legato ad un’accessibilità vera che faciliti la gente”. E per “vera” Vecchi intende il Metrò. “Questa – ha concluso il vescovo – è una città medievale. In passato non si è capito che per entrarci bisogna passare dal di sotto“.

