26 gen. – Entro le 12 di domani Alvise, studente 22enne iscritto alla Facoltà di Scienze Politiche di Bologna, attivista del centro sociale Tpo, deve presentarsi alla Questura di Belluno dove è residente. “Obbligo di dimora” è il nome del provvedimento che gli è stato notificato questa mattina. Il giovane è indagato nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri avvenuti in Val di Susa il 27 giugno e il 3 luglio scorsi. L’accusa per lo studente bolognese è resistenza all’arresto. E’ difeso dall’avvocato Simone Sabatini.
Perquisizioni hanno riguardato anche due studenti, un ragazzo e una ragazza, frequentatori dell’Aula C di Scienze Politiche (la ragazza è a processo per l’inchiesta sul circolo Fuoriluogo in cui si ipotizza l’associazione a delinquere).
In solidarietà con gli indagati, il Laboratorio Crash ha convocato un presidio alle 17 di oggi in piazza del Nettuno.
Dall’alba di oggi arresti sono in corso in 15 province. La maggior parte dei provvedimenti riguarda il Piemonte e Torino, ma ci sarebbero degli indagati anche a Parma e Modena. Complessivamente, la polizia sta notificando 25 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, uno ai domiciliari, 15 misure di obbligo di dimora, e una misura di divieto di dimora nella provincia di Torino.
Tra gli arrestati Paolo Maurizio Ferrari, modenese, che da tempo risiede nel torinese. Ferrari faceva parte delle Br e non si è mai dissociato. E’ uscito dal carcere nel 2004.
Le accuse sono di resistenza, violenza, lesioni, danneggiamenti aggravati.
Il movimento No Tav sta rispondendo a questi arresti: “un tentativo di criminalizzare il movimento”. Sabato la manifestazione che era già in calendario a Torino è stata confermata.

