29 mag.- Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo Vito e testimone nel processo sulla trattativa Stato-mafia, è stato arrestato per evasione fiscale su ordine del gip di Bologna che ha accolto parzialmente la richiesta del pm Enrico Cieri della Dda (direzione distrettuale antimafia) bolognese. Il gip ha infatti accolto la richiesta d’arresto ma non l’aggravante mafiosa che era stata ipotizzata dal pm. I fatti per i quali Ciancimino e altre 12 persone sono state arrestate (nove in carcere e quattro ai domiciliari) risalgono al periodo 2007-2009. Un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Ferrara e coordinata dalla stessa Procura che è poi passata a Bologna quando sono emerse le intercettazioni tra Ciancimino e Girolamo Strangi, considerato collegato alla cosca di ‘ndrangheta Piromalli di Gioia Tauro. A Ciancimino viene contestato di essere stato il titolare di fatto di alcune società che avrebbero evaso IVA per decine di milioni di euro. L’ambito è quello della commercializzazione dell’acciaio. Per l’avvocato Roberto D’Agostino, che difende Ciancimino, il suo assistito ha collaborato all’inchiesta che è del 2009. Il legale non vede nessuna esigenza cautelare attuale e ha sottolineato che l’aggravante mafiosa è caduta, quindi il giudice di Bologna si è spogliato del fascicolo che adesso tornerà alla procura di Ferrara che ha 20 giorni di tempo per rifare la richiesta d’arresto
Le contestazioni: evasione e frode fiscale, bancarotta fraudolenta, contrabbando, mendacio bancario, sostituzione di persona, falso in scritture private, falso commesso da incaricato di pubblico servizio.
L’articolo con cui il giornalista del Corriere della Sera Giovanni Bianconi raccontava dell’incontro tra Ciancimino e Strangi.
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