17 gen. – E’ stato arrestato in Libia l’imprenditore bolognese Giulio Lolli, presidente della Rimini Yacht. Secondo gli inquirenti l’azienda specializzata in barche di lusso vendeva la stessa barca a più proprietari, con immatricolazioni fittizie. L’inchiesta della Procura di Rimini è partita il 17 maggio del 2010 dopo la denuncia di furto di un’imbarcazione da 5 milioni di euro e dell’improvviso licenziamento di tutti i dipendenti. Nella truffa sarebbero cadute anche alcune finanziarie di San marino che hanno concesso leasing per barche inesistenti.
La Rimini Yacht è stata dichiarata fallita con un ammanco complessivo di 50 milioni di euro e Giorgio Lolli era latitante da otto mesi. Sembrava che l’imprenditore si nascondesse nei paradisi dei Caraibi, ma invece era a Tripoli, dove lo hanno rintracciato gli investigatori e arrestato sabato scorso. La notizia è stata resa pubblica solo oggi dalla Procura di Rimini che aveva spiccato un mandato di cattura internazionale, firmato dal pm Davide Ercolani.
L’imprenditore deve rispondere delle accuse di associazione a delinquere, truffa, appropriazione indebita, falso e riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta condotta dal pm riminese. In pratica Lolli vendeva gli stessi yacht a diversi acquirenti contemporaneamente, sia in Italia che all’estero. Per lui è già pronta la richiesta di estradizione dopo che le autorità libiche hanno collaborato con quelle italiane per la sua cattura. Dovrebbe tornare presto in Italia per essere interrogato dai magistrati.
Una seconda indagine, in questo caso della Procura di Bologna, riguarda otto ufficiali della Guardia di Finanza, finiti agli arresti domiciliari, che avrebbero concordato i controlli fiscali dell’azienda di yacht mentre l’ex generale Angelo Cardile si è suicidato durante una perquisizione domiciliare.
A metà dicembre il gip di Bologna Pasquale Gianniti, su richiesta del pm Antonella Scandellari, aveva emesso a carico di Lolli un’ordinanza per corruzione finalizzata alla rivelazione di segreto d’ufficio e bancarotta per distrazione ed ora sarebbe imminente la notifica anche dell’ordinanza di custodia in carcere della magistratura di Bologna. Secondo l’accusa, Lolli avrebbe dato denaro ai finanzieri per mettere in piedi una verifica fiscale “addomesticata” per nascondere lo stato di insolvenza della Rimini Yacht.

