6 apr. – E’ al Fuoriluogo, il circolo di via San Vitale 80 aperto dal 2007 e per cui veniva pagato un regolare affitto che secondo la Procura sono state discusse e pianificate molte azioni violente e vandaliche compiute negli ultimi anni e in particolare nel 2009: dai danneggiamenti alle sedi di Unicredit o alla Concerta (società che fornisce i pasti al Cie), all’azione incendiaria lungo via San Donato con pneumatici dati a fuoco nel luglio 2009, all’imbrattamento con vernice rossa della facciata della Croce Rossa lo scorso febbraio fino ad arrivare all’azione incendiaria all‘Eni store di via San Donato del 29 marzo. Da questa mattina il circolo è sotto sequestro penale mentre 5 persone sono finite in carcere, 4 hanno ricevuto la misura dell’obbligo di dimora e altre 4 hanno ricevuto la misura del divieto di dimora a Bologna. Tra questi c’è Francesco Magnani, 23 anni di Ferrara, per cui è scattato anche il fermo per l’attentato all’Eni store. A suo carico ci sarebbe una telefonata definita “molto esplicita” fatta dall’ufficio del padre con un’altra delle persone che hanno ricevuto le misure di custodia cautelare.
Gli arrestati condotti in carcere sono Stefania Carolei 56 anni, Roman Nicusor 31 anni, Anna Maria Pistolesi 36 anni, Martino Trevisan e Robert Ferro 25 anni. Sono tutte persone che in questi anni hanno avuto a che fare con indagini che hanno riguardato l’area anarco insurrezionalista. A tutti quelli che hanno ricevuto le misure di custodia cautelare la Procura contesta l’associazione a delinquere aggravata dalla finalità eversiva. In tutto gli indagati sono 27. Ma all’alba sono scattate perquisizioni in tutta Italia, circa una sessantina, ad altre persone che secondo le indagini conoscono gli arrestati e hanno partecipato a riunioni o iniziative al Fuoriluogo. Perquisiti anche alcuni ragazzi che animano l’ “aula C” di Scienze Politiche (che non sono indagati).
Importanti per le indagini, che il dirigente della Digos di Bologna Salvatore Calabrese ha definito “complesse” sono state le intercettazioni telefoniche e ambientali. Una “cimice” della Polizia si trovava nella fotocopiatrice che era al Fuoriluogo. La cimice è stata scoperta a dicembre 2010 dagli attivisti del circolo

