12 mag. – Maddalena Calore, anarchica di Fuoriluogo, è stata arrestata nella sua casa di Roma, in base a un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Bologna su richiesta del pm Morena Plazzi. L’inchiesta è la stessa che, con l’operazione “Outlaw” ha portato in carcere altri cinque anarchici del circolo di via San Vitale il 6 aprile scorso con l’accusa di associazione per delinquere con l’aggravante di eversione, anche se l’aggravante è stata esclusa dai giudici del Riesame nelle scorse settimane. Della stessa accusa dovrà rispondere Calore, di 24 anni, nata a Padova ed è residente a Poggio Renatico nel ferrarese ma di fatto domiciliata a Roma.
Calore era stata destinataria il 6 aprile dell’obbligo di dimora, ma il 7 maggio, dopo l’operazione di magistratura e polizia contro gli anarchici fiorentini è stata intercettata dalla Polfer di Firenze nel capoluogo toscano diretta a Ferrara. Già questa violazione in base alla legge richiede un aggravamento della misura trasformando l’obbligo in arresto.
Nel corso della perquisizione gli agenti della Digos avrebbero trovato una possibile azione dimostrativa da compiere contro l’Efsa, l’Autorita’ europea per la sicurezza alimentare che ha sede a Parma e, tra le altre, cose si occupa anche degli Ogm, di cui era già pronta la rivendicazione. Tra il materiale definito interessante dagli inquirente anche decine di nominativi e targhe automobilistiche di poliziotti della Digos di Ferrara. Calore, secondo le motivazioni della richiesta di custodia, si segnava non solo i nomi degli agenti che era solita vedere in giro sulle auto usate per i pattugliamenti, ma anche le targhe. Sul retro degli appunti ci sarebbero anche marche e calibri di pistole. Secondo le indagini si parlarebbe di pistole anche nella corrispondenza di Maddalena Calore con un detenuto comune in si fa riferimento alla ricerca di un cd di Tiziano F. (Ferro, come pistola). Tra l’altro si parla di cd usati secondo l’interpretazione degli investigatori si potrebbe trattare di pistole sul mercato clandestino.
Calore è anche la ragazza che parlava al telefono con Francesco Magnani nell’intercettazione che lo ha portato per qualche giorno in carcere: l’anarchico ferrarese, che fu fermato il 6 aprile con l’accusa di aver preso parte all’attentato incendiario contro gli uffici dell’Eni compiuto a Bologna il 29 marzo, in una telefonata invitava Calore a tornare a Bologna per “una festa più grossa del solito”.
L’ordinanza di custodia in carcere a carico di Calore ha come massimo tre mesi di restrizione. Nel pomeriggio una trentina di anarchici hanno organizzato un presidio sotto le due torri.

