7 set. – In provincia di Bologna, quando Arpa riceve la segnalazione di un rifiuto che potrebbe contenere eternit o amianto abbandonato in area pubblica, sollecita il Comune interessato ad avviare le procedure di rimozione e smaltimento previste per legge; in seguito può verificare che la norma sia stata rispettata.
I cittadini che abbandonano questo genere di rifiuti – pericolosi per l’ambiente e la salute – vogliono evitare i costi di smaltimento. Per scoraggiare questo comportamento, a Ravenna dal 2003 Hera, il Comune, l’Ausl e l’Arpa collaborano al progetto “Raccolta differenziata di materiale pericoloso costituito da cemento-amianto (eternit)”, fornendo un servizio di raccolta gratuito a domicilio per piccole quantità di rifiuti.
Solo nel 2007 sono stati recuperati 196.800 kg di eternit, per un totale di 660 interventi.
«E’ un’iniziativa molto interessante per prevenire l’abbandono», commenta Maria Adele Corvaglia, direttore della sezione bolognese di Arpa. Nel territorio bolognese, dove non esiste questo genere di convenzione, «riceviamo fra le 20 e le 30 segnalazioni all’anno di rifiuti con amianto abbandonati», spiega Corvaglia. Il direttore di Arpa Bologna spiega ai nostri microfoni che arrivano spesso richieste di informazioni da parte di privati che hanno bisogno di smaltire poche lastre di eternit e, probabilmente per evitare la procedura richiesta per legge, usa «questa “tecnica” dell’abbandono», sottolinea Corvaglia.

