Il rapporto tra Buzz Aldrin e la musica italiana ha un altro tassello: dopo la band bolognese che aveva scelto come nome proprio quello dell’astronauta statunitense, ecco gli Arm On Stage che decidono di costruire il loro secondo album tutto intorno alla figura di quest’uomo. “Una figura anche drammatica”, ci ha raccontato al telefono Folco Orselli, cantante e chitarrista della band che nasce (lo sentirete nell’intervista) perché i membri che la compongono erano… fan reciproci. Nel 2010 il gruppo ha esordito con Sunglasses Under All Stars, un disco molto basato sull’improvvisazione. Ma, come vedrete, questo disco ha tutt’altro intento.
Abbiamo parlato a lungo con Folco del disco, cantato tutto in inglese: un lavoro progettato in tutti i sensi, non solo per quanto riguarda il suo contenuto. Innanzitutto è stato finanziato con la piattaforma Music Raiser (e tutti i sostenitori sono ovviamente ringraziati nel booklet), ma ha anche una schiera di collaboratori illustri, primo dei quali è Paolo Benvegnù, che si è occupato della coproduzione artistica.
Ma tranquilli: gli Arm On Stage non sono delle macchine. “In Aldrin abbiamo anche sbagliato qualcosa”, ha ammesso il nostro ospite. “Avevamo troppe versioni per ogni pezzo e in studio questo ci ha creato dei problemi…”. Scopritene di più cliccando play qua sotto.



