Aria irrespirabile

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Il nuovo palazzo comunale in piazza Liber Paradisus è un edificio malato. Lo denunciano i lavoratori che lamentano malattie respiratorie frequenti ed il ricambio di aria insufficiente. Alle prime lamentele il Comune ha risposto con un’inchiesta sull’aria interna agli uffici comunali. I dati raccolti dal medico competente dott. Riccardo Arduini ha mostrato la presenza di un mix di sostanze tossiche, tra cui la formaldeide, sprigionate dagli arredi e dai materiali di costruzione, in particolare le pareti divisorie degli uffici. La dispersione di queste sostanze è frenata dal sistema di areazione completamente artificiale del palazzo comunale. A queste sostanze va aggiunta la presenza di pm10, probabilmente a causa della vicinanza al cantiere Tav, fino a 200 microgrammi al giorno. Le malattie sviluppate da alcuni dipendenti del comune sarebbero quindi effettivamente causate dall’aria respirata durante le ore lavorative, al punto che lo stesso dott. Arduini ha parlato di “sindrome dell’edificio malato”.

Tutti i valori sono stati, però, considerati dal Comune al di sotto della soglia di comfort, ma i valori utilizzati per il confronto sono stati contestati dai lavoratori. Il sindacato di base Rdb ha promosso una raccolta firme per chiedere più chiarezza e un’ulteriore analisi del’ambiente di lavoro e finora sono state 400 le firme raccolte.

Anche l’Ausl è intervenuta a tutela della salute dei lavoratori ed ha raccolto informazioni sullo stabile.  Villiam Alberghini, responsabile della prevenzione e della sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl critica il parametro preso in esame finora che individua in 10mila microgrammi la soglia accettabile di polveri sottili: questo  paramentro è quello utilizzato per miniere e fonderie e quindi inadatto per gli uffici. L’Ausl chiede, quindi, al Comune  e all’ente gestore di apportare le modifiche necessarie ad un maggiore confort in un tempo massimo di tre mesi. In questi giorni verrà creato un gruppo tecnico di cui dovrebbero far parte le Rls, la responsabile lavori pubblici ing. Raffaela Bruni, il responsabile prevenzione del comune e un rappresentante del consorzio dei costruttori delle tre torri.

La nuova sede del palazzo comunale è stata realizzata in project financing: il Comune, proprietario di un terzo dell’area, ha concesso a un gruppo imprenditoriale di costruire il complesso, di gestire l’area per 27 anni e di sfruttarne economicamente una parte. In cambio dell’investimento iniziale, il Comune di Bologna paga al consorzio Duc un canone annuale di 6,6 milioni di euro per 27 anni oltre al contributo iniziale di 9 milioni di euro. Il consorzio delle aziende costruttrici e gestori è DUC Bologna S.p.a, tra i cui soci azionisti figurano Consorzio Cooperative Costruzioni per CESI, Coop. Costruzioni, Adanti, Cea, Cer, Cogei, Manutencoop. L’intero gruppo rappresenta una società di progetto che ha la responsabilità della futura gestione e manutenzione del complesso.

Nel video le interviste ai lavoratori e alla responsabile del settore lavori pubblici del Comune, ing. Raffaela Bruni.

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