26 mar. – La Regione Emilia-Romagna ha chiesto all’Unione Europea una deroga sui parametri relativi alla qualità dell’aria da raggiungere entro il 2015. In via Aldo Moro sono certi già da ora che sarà impossibile rispettarli. La richiesta di deroga, che riguarda i valori del biossido d’azoto e delle Pm10, è stata approvata il 14 marzo.
I dati rilevati dalla rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria hanno evidenziato in varie aree del territorio il superamento dei valori limite per i due elementi e la situazione non sembra destinata a migliorare. “Le reti di monitoraggio della qualità dell’aria e le stime effettuate con i modelli matematici di scenario” evidenziano, secondo la delibera “l’impossibilità di rispettare i valori limite” sul biossido d’azoto fissato in una direttiva europea del 2008. La decisione di rivolgersi a Bruxelles ammettendo il ritardo viene dal coordinamento nato in seno al ministero dell’Ambiente, e di cui fanno parte Regioni, Anci e Upi.
“Serve un piano nazionale”, ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente Sabrina Freda riferendosi in particolare all’area della pianura padana “che è quella maggiormente in sofferenza”. Necessità riportata anche nella delibera che cita tutti gli accordi regionali e locali per il risanamento dell’aria per concludere che non sono da soli sufficienti “a conseguire gli obiettivi al 2015” nelle zone emiliano-romagnole più critiche.
In caso di rifiuto della deroga da parte della Commissione Europea, ha spiegato Freda, “scatteranno le sanzioni”.

