Arci. Fallisce il congresso nazionale. Non c’è un nuovo presidente

arci congresso nazionaleBologna, 16 mar. – Ore di discussione infinita, delegazioni regionali che hanno minacciato il ritiro (quella emiliano romagnola si è spaccata), e infine il nulla di fatto. Il congresso nazionale di Arci, il primo in cui i delegati avrebbero dovuto scegliere tra due candidati presidenti, finisce come nessuno si aspettava. Con una tensione e una conflittualità così alta che non si è arrivati nemmeno al voto sul nuovo presidente. Dovranno per il momento aspettare sia Filippo Miraglia che Francesca Chiavacci. Rappresentate legale di Arci resta il vecchio presidente, Paolo Beni, che però ha ormai da tempo anche un ruolo politico di parte, essendo un parlamentare del Partito Democratico. L’associazione sarà retta fino a giugno da un “comitato di reggenti”. Alcuni delegati parlano apertamente di “congresso disastroso”.

Non si è trovato un accordo sul ruolo che deve giocare il centro, rispetto ai territori: quanto deve contare Arci nazionale? E nessuna mediazione è passata sulla composizione del consiglio nazionale. Tutto rinviato a giugno.

Congresso Arci: “Non abbiamo votato per non spaccarci”
Congresso Arci. Bologna in minoranza tra i delegati regionali

Questo lo scarno comunicato ufficiale:

“La platea congressuale ha ritenuto opportuno non procedere subito alla elezione dei nuovi organismi dirigenti e del presidente. Si è scelto di riconvocare l’assemblea entro il 30 giugno per adempiere a questi obblighi, mentre l’associazione sarà retta sino ad allora da un comitato di reggenti composto dal presidente nazionale uscente Paolo Beni e dai presidenti dei comitati regionali”.

 

 

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