Cosa c’è dietro un’arancia? A quasi due anni dalla rivolta degli africani a Rosarno, dietro la raccolta degli agrumi ci sono ancora paghe da fame, caporalato, pessime condizioni igienico sanitarie, razzismo. Sos Rosarno è una campagna di Equosud che vuole diffondere il rispetto per l’uomo e la terra attraverso arance di piccoli produttori e a Bologna arriverà, per un nuovo carico, domenica 18 dicembre al Laboratorio Crash.
Verranno distribuite, grazie all’iniziativa di Campi Aperti, GasBo e del centro sociale, arance biologiche, raccolte soprattutto da migranti, ma all’interno del circuito della solidarietà con gli africani di Rosarno, che, spiegano gli attivisti di Equosud “in mancanza di qualunque politica d’accoglienza possono sopperire ai bisogni più elementari solo grazie al sostegno delle realtà associative della società civile”.
La distribuzione delle arance avverrà dalle ore 18 al Laboratorio Crash in via del Sostegnazzo, a cui seguirà un’assemblea di presentazione della campagna SosRosarno, con la presenza di Arturo Lavorato di Equosud e delle realtà promotrici del comitato di appoggio. E’ prevista anche una cena di finanziamento, dopo la quale verrà proiettato il video documentario “Il tempo delle arance” di Nicola angrisano di Insu tv, sulla rivolta di Rosarno del 2009.
L’intento delle realtà bolognesi è quello di “creare una rete di sostegno ai braccianti sfruttati del sud e alle associazioni che su quei territori quotidianamente lavorano al fianco dei migranti e allo stesso tempo rafforzare l’alleanza tra lavoratori sfruttati, consumatori critici e le piccole realtà contadine che hanno scelto di rispettare ambiente e dignità del lavoro”. L‘acquisto collettivo è solo uno dei tasselli di questo neonato comitato bolognese, che vorrebbe anche creare un fondo di solidarietà che permetta ai braccianti di sostenere le giornate di sciopero e mettere in campo azioni di comunicazione per mette in luce, scrivono nel comunicato di lancio, “le contraddizioni della grande distribuzione (di qualunque “colore” essa sia) che impone prezzi bassissimi ai produttori e si fa complice e causa dello sfruttamento”.

