Anziano muore durante il ricovero al S. Orsola

4 gen. – Un anziano ricoverato all’Ospedale Sant’Orsola il 28 dicembre è stato ritrovato morto sulle scale antincendio la mattina del 31 da suo figlio. Gino Bragaglia, ultraottantenne, cardiopatico, era stato portato al Pronto soccorso per un malore e poi trattenuto nel reparto di Medicina interna. Alle 6 del mattino seguente dall’ospedale hanno chiamato la moglie per avvisarla della scomparsa del marito. Fino alla mattina dell’ultimo dell’anno, però, nessuno l’ha trovato, finché il figlio Danilo ha pensato di percorrere le scale antincendio dal primo al secondo piano, facendo la strada inversa a quella che aveva fatto suo padre la notte del ricovero. Così ha scoperto il suo corpo accovacciato sui gradini, ancora in pigiama. Alla stampa ha dichiarato di aver scoperto solo quando suo padre era scomparso che la sera del ricovero l’anziano aveva dato segni di agitazione e disorientamento, tanto che aveva sbagliato stanza, era caduto dal letto con le sponde rialzate e si era liberato dalle fasce di contenzione con cui in seguito era stato assicurato al letto.

La Procura, dopo la denuncia del figlio, indaga contro ignoti per omicidio colposo. L’autopsia dovrà stabilire le cause e l’ora della morte. Ma gli inquirenti dovranno chiarire molti elementi, a cominciare dal funzionamento del sistema di allarme collegato alle porte antipanico, che avrebbe dovuto segnalare l’uscita dell’uomo, di notte, dal reparto in cui era ricoverato.

Anche la direzione sanitaria ha aperto un’inchiesta interna.

“La sanità bolognese, oltre che quella generale, sta diventando una macchina e perdendo il suo rapporto umano”, denuncia Franco Malagrinò, segretario regionale del Tribunale dei diritti del malato di Cittadinanza attiva.

Ascoltafranco malagrinò sito_130104

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