29 giu. – A farsi carico delle spese per i 109.000 anziani non autosufficienti dell’Emilia Romagna sono soprattutto le famiglie. Per assistere gli over 75enni non autosufficienti servirebbero infatti 2 miliardi di euro all’anno, circa 1,4 milardi in più delle risorse investite ogni anno da Regione ed Enti locali. A denunciare la situazione è il Sindacato dei pensionati italiani (Spi) della Cgil emiliano romagnola, sulla base di una ricerca svolta nel Comune di Modena.
Sulla base dei dati raccolti, il costo medio mensile dell’assistenza domiciliare per un anziano è di 1750 euro, ovvero 21.000 euro all’anno. Moltiplicati per i 109.000 anziani non autosufficienti in Regione esce un costo ben lontano dalle risorse pubbliche stanziate, che quindi finisce sulle spalle delle famiglie o degli anziani stessi.
La situazione è ancora più preoccupante se si considera che l’Emilia Romagna è un’eccellenza in Italia: ogni anno spende per gli anziani non autosufficienti 400 milioni, tanto quanto il governo ha stanziato per il fondo nazionale. “Non sappiamo cosa succederà dopo il 2009 se non cambiano le politiche del governo” è il commento della segretaria regionale dello Spi Laura Turati, che ricorda che la situazione è destinata a peggiorare. Se ad oggi gli anziani in regione sono il 22,6% della popolazione (968.000), con la crescita dell’età media si calcola che nel 2024 gli ultraotantenni saranno il 50% in più di adesso.
Per parlare di questi temi lo Spi Cgil ha organizzato un convegno su “Nonautosufficienza e welfare regionale: un sistema alla prova” che si terrà domani 30 giugno a partire dalle 9.30 alla sede dell’Unipol in via Stalingrado 45.

