6 sett, – Era stato subito messo in stato di fermo dopo che il corpo della donna, massacrato a coltellate, era stato rinvenuto ieri pomeriggio nella sua abitazione. Stamane la confessione: è stato Giovanni Franceschini, uno dei tre figli della settantaduenne Rosa Mellino, a compiere l’omicidio.
L’uomo ha detto agli inquirenti di averla uccisa perché lo irritava: “L’ho uccisa perché era cattiva, mi faceva arrabbiare”. Giovanni, 40 anni, ultimogenito di Rosa, originaria di Crotone ma da tempo nel Bolognese, vedova e madre di altri due figli, era seguito da anni dai servizi psichiatrici dell’Ausl di Bologna e più di una volta era stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio perché rifiutava di prendere quelle medicine senza le quali, dicono i familiari, “andava fuori di testa“.
In due ore di interrogatorio non l’ha mai chiamata mamma, si è sempre riferito a lei parlando della signora Melillo e ha preteso che il magistrato facesse altrettanto. “Sono uscito di casa con l’idea di ucciderla e quando mi ha aperto la porta l’ho aggredita subito, miravo alla giugulare, l’ho colpita alla gola e alla pancia”. Nell’interrogatorio ha ricostruito il delitto e la fuga verso casa durante la quale si è liberato del coltello che dice di aver usato e dei vestiti intrisi di sangue che poi i carabinieri hanno ritrovato in un cassonetto. Ieri alle 20 i carabinieri l’hanno fermato a pochi passi dalla sua abitazione mentre rincasava dopo aver fatto la spesa.
Quando ieri l’altro figlio Quinto, candidato sindaco alle ultime elezioni amministrative di San Pietro in Casale per il partito Comunista dei Lavoratori, ha trovato il cadavere della madre ha pensato subito al fratello Giovanni. “E’ stato lui“, ha urlato due volte. Nel passato del matricida, 13 anni fa, un’altra aggressione violenta alla cognata. Schizofrenia, la diagnosi vecchia ormai di 17 anni. Ultimamente Giovanni, un diploma da perito tecnico-chimico, fino a un anno fa impiegato come archivista all’Ausl, aveva problemi di denaro e spesso chiedeva soldi alla mamma e al fratello. Lo scorso agosto i medici avevano richiesto un nuovo trattamento sempre perché si rifiutava di assumere i farmaci. Giovanni Franceschini comparirà davanti al Gip per la convalida del fermo. Il Pm, che già ieri sera ha interpellato uno psichiatra, disporrà una perizia sulle sue capacità mentali.

