1 giu. – La maggior parte dei capannoni industriali dell’area colpita dal terremoto non ha retto. Angelo Masi, ingegnere esperto in tecniche di costruzione, conosce bene il patrimonio edilizio del modenese e del ferrarese e non si stupisce che la maggior parte degli edifici industriali crollati fossero dei prefabbricati. Il prefabbricato “proprio nelle giunture tra i suoi elementi, come in un gioco Lego, ha i propri punti deboli”. Non sono stati i piloni a crollare, ma proprio queste giunture, i collegamenti tra le parti, a cedere e a provocare i crolli dei tetti.
Ma è possibile realizzare queste saldature tra le diverse componenti prefabbricate in modo che resistano a terremoti come quelli che hanno colpito Mirandola, Medolla e gli altri paesi? “Sì, le tecnologie e le conoscenze per farlo ci sono tutte”, prosegue Angelo Masi, “e la cosa più importante è che non stiamo parlando di un costo molto maggiore rispetto a una costruzione non sismica. Stiamo parlando del 2 o 3 % in più. E allora, perché non costruire antisismico?”
Ecco la voce dell’ingegner Masi

