Anna Pariani è la nuova capogruppo del Pd in Regione

Anna ParianiBologna, 4 nov. – E’ l’imolese Anna Pariani la nuova capogruppo del Pd alla Regione Emilia-Romagna. La decisione arriva dal vertice del gruppo del Pd in viale Aldo Moro al quale hanno partecipato anche il presidente della Regione Vasco Errani e il sottosegretario alla presidenza Alfredo Bertelli.

Pariani succede al dimissionario Marco Monari, che ha lasciato nel pieno della bufera sulle spese dei gruppi.

Per il gruppo del Pd è l’occasione per rispondere alle notizie che stanno in questi giorni trapelando sull’indagine della Procura.  Da una parte la solidarietà a Monari, che resta in ogni caso consigliere, apprezzamento “per il gesto non dovuto”  e il “lavoro svolto con onestà“, dall’altra il gruppo dei democratici esprime “profondo sconcerto” per le “continue indiscrezioni in relazione alle spese dei gruppi consiliari, peraltro ancora tutte da verificare”.

Il gruppo Pd, ribadiscono i consiglieri, “ha sempre rispettato le leggi ed i regolamenti in materia di finanziamento ai gruppi ed è stato promotore, insieme agli altri gruppi, a partire dal 2010, di una profonda riforma dei costi dell’Assemblea legislativa nonostante già partissimo dai più bassi costi procapite in Italia”. I consiglieri Pd nella nota proseguono dicendo: “Abbiamo già abrogato le spese di rappresentanza e rimborsi ai consiglieri, tanto che tutto ciò di cui oggi si discute sulla stampa è già abbondantemente superato”.

Certo, “ci rendiamo conto che questo può sembrare tardivo e insufficiente e che le notizie lette in questi giorni generano critiche, disagio, profondo malumore e alimentano una idea della politica distante dalla gente. La consapevolezza che bisognava cambiare, prima di tutto a partire da noi, ci ha spinto in questi ultimi anni ad un lavoro che non riteniamo concluso né esaustivo e che dovrà proseguire. Lo riteniamo necessario- si legge ancora nel comunicato- anche per non offuscare il buon lavoro svolto dall’amministrazione della Regione, come ha attestato recentemente anche la Corte dei Conti esaminando la legge di bilancio 2012”.

 

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