Anna Calvi: “Ecco i contrasti di One Breath”

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21 febbr. – L’avevamo incontrata quasi tre anni fa, quando era uscito il suo primo disco: fuori dal Locomotiv Club Anna Calvi ci era sembrata timida, ma non debole o fragile. Quella sera, poi, ci aveva letteralmente stesi, portando i brani del suo “self titled” a un pubblico già adorante. La Calvi inizia oggi il suo tour italiano. Dopo la data di stasera di Torino, la talentuosa musicista britannica è attesa a Bologna domani sera e noi oggi l’abbiamo raggiunta al telefono in diretta a Maps.

Abbiamo cominciato l’intervista con una domanda sul mood generale di One Breath, acclamato secondo album uscito l’anno scorso: “E’ curioso che ti sembri più leggero del precedente”, ci ha detto Anna, “perché altri mi hanno detto che ha dato loro sensazioni diverse”. Di certo, però, la nostra ha avuto le idee molto chiare riguardo a temi, non di certo leggeri, e scaletta: abbiamo esaminato con Anna l’ordine delle tracce, studiato per fare risaltare i contrasti, sia in termini sonori che più generali.

“Nell’ultimo disco c’è bellezza e bruttezza insieme”, ha detto la Calvi ai nostri microfoni, aggiungendo che questo contrasto è una delle anime del disco, così come quello che si crea nel susseguirsi delle tracce. “C’è un filo che le lega”, ci ha assicurato la nostra ospite, ma c’è la volontà di giustapporre arrangiamenti più raffinati a suoni che lei stessa ha proprio definito “ugly”, cioè, tradotto letteralmente, brutti.

I nuovi suoni influenzano le vecchie canzoni: in tour c’è infatti una tastiera che, oltre a essere portante per i nuovi brani, ravviva e rinforza quelli di qualche anno fa. Insomma, ancora una volta Anna Calvi ha dimostrato una fermezza e una sicurezza incredibile nel delineare la sua musica, quella che vuole fare in studio e dal vivo. Nell’intervista qua sotto, ovviamente, c’è molto di più.

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