Bologna, 12 set. – “Negli ultimi anni abbiamo istituito un ‘gruppo anti-truffa‘, il quale ha creato una mappatura delle zone della nostra città dove maggiormente avvengono questi episodi, comprensiva dei soggetti coinvolti nei reati; questo strumento ci permette di agire tempestivamente e, sopratutto, di essere maggiormente consapevoli”. Lo dice Pietro Morelli, capo della squadra mobile di Bologna raccontando gli ultimi arresti fatti dalla polizia a presunte truffatrici, in particolare di persone anziane.
L’ intervento risale al 10 settembre, e riguarda l’arresto della 41enne Deborah Casalgrande e della 68enne Laila Bertani, accusate di furto pluriaggravato in concorso. Le due donne, italiane residenti in un campo Rom di Bologna, sono da un po’ di tempo nel mirino della V Sezione della squadra Mobile. Sono state avvistate da una volante a Casalecchio di Reno all’interno di una Peugeot scura. “La vettura procedeva molto lenta, come se stessero facendo un sopralluogo delle abitazioni” spiega Davide Corazzini, responsabile della terza sezione della Mobile. Le due donne sono poi scese dall’auto e si sono avvicinate al portone di un’abitazione. Hanno finto di essere amiche della vittima, e così sono riuscite ad entrare. “Secondo una nostra ricostruzione”, spiega Morelli, “sfruttando la pessima condizione di salute dei due anziani, le donne si sono intrufolate e hanno potuto compiere il furto indisturbate”. Uscite dal palazzo, sono risalite sulla vettura e si sono dirette verso la tangenziale, in direzione Bologna. Seguite dalla polizia, sono state fermate e perquisite. Le donne si erano appropriate di alcuni oggetti di bigiotteria di poco conto e di 300 euro in contanti. Grazie alla testimonianza dell’anziana signora derubata, le forze dell’ordine hanno potuto arrestare le due donne; la più giovane delle due è stata condannata agli arresti domiciliari, mentre la più anziana è stata condannata a ordinanza cautelare.
Andrea Capponi

