Ancora grave il muratore che si è dato fuoco

29 mar. – Sono ancora gravi le condizioni di Giuseppe C., il muratore 58enne che, schiacciato dai debiti, si è dato fuoco ieri davanti alla sede dell’agenzia delle entrate di via Nanni Costa. L’artigiano è ancora ricoverato con ustioni sul 100% del corpo al centro grandi ustionati di Parma in prognosi riservata.

Ieri, poche ore dopo il gesto estremo, l’avvocato dell’uomo ha patteggiato una condanna a cinque mesi e 10 giorni, con pena sospesa perché l’artigiano era incensurato. L’accusa a carico dell’uomo era di utilizzo di fatture false.

Il procedimento era nato in seguito ad un controllo fiscale eseguito dall’Agenzia delle Entrate nel 2007 su fatture dell’anno precedente. L’ipotesi dell’agenzia era di ‘sovrafatturazione’: avrebbe dichiarato costi maggiori di quelli realmente sostenuti. L’artigiano si era rivolto alla commissione tributaria provinciale ma il suo ricorso era stato rigettato in primo grado. Il debito dell’uomo con il fisco era di circa 104mila euro.

Oggi, il segretario della Cna, associazione a cui Giuseppe C. è iscritto, Massimo Ferrante ha inviato una lettera aperta alle istituzioni, agli istituti di credito e alle fondazioni della città. Il numero uno degli artigiani chiede di creare uno strumento capace di prevenire casi estremi, aiutando con l’ascolto e sostenendo in maniera concreta gli artigiani in difficoltà, stretti nella morsa della crisi e dalla pressione della burocrazia.

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