19 mag. – Dopo lo stop di Raffaele Donini (Pd) alla candidatura a sindaco del centro sinistra di Giorgio Guazzaloca, anche Sergio Lo Giudice, ex capogruppo dei democratici a Bologna, dice la sua sul tormentone lanciato giorni fa dall’ex assessore regionale Duccio Campagnoli.
“Attenzione a pensare che Guazzaloca diventi il leader del centrosinistra“, spiega Lo Giudice che si dice convinto della necessità di aprire il partito a “pezzi di società che oggi non si riconoscono nel centrosinistra” e a “gruppi e associazioni che non vogliono essere coinvolti nella vita di partito”. Ma sull’ipotesi Guazzaloca sindaco lanciata giorni fa da Duccio Campagnoli ha parole chiare e definitive: “Non sta in piedi, Guazzaloca non appartiene al centrosinistra, è stato nostro avversario ed è riconosciuto con un periodo di governo che non ha fatto bene a questa città”.
Lo Giudice ha anche parole negative nei confronti del commissariamento di Bologna. “Una città moderna non può essere governata da un sovrano – ha spiegato – Una scelta fatta dal commissario, per quanto in buona fede, rischia di avere un impatto negativo“. Secondo l’ex capogruppo del Pd in comune il motivo sarebbe duplice: da una parte il Commissario può operare solo sull’ordinaria amministrazione e quindi avrebbe poteri limitati, dall’altra senza il supporto del Consiglio comunale non sarebbe possibile consultare adegutamente i cittadini. Per spiegare la propria posizione Lo Giudice porta un esempio preciso: la decisione di chiudere al sabato il centro diurno Pizzoli è risultata un’imposizione che ha provocato “sconcerto” e “conflitto sociale”. “Noi – ha concluso – l’avremmo fatto parlando coi cittadini, perlomeno per spiegare la scelta”.
Nei prossimi giorni il Pd presenterà un dossier con la lista dei problemi della città quartiere per quartiere.

