Anche in Emilia Romagna il far west delle staminali. Indagano i Nas. La Regione nega

Bologna, 30 gen. – Anche in Emilia Romagna ci sarebbero strutture sanitarie dove si iniettano staminali senza il rispetto delle regole. Lo racconta l’edizione cartacea nazionale di Repubblica. A parlare con i giornalisti del quotidiano il comandante dei Nas, generale Cosimo Piccinno, che per fare capire il fenomeno ha parlato di “Stamina 2, 3 o 4”. Non si conoscono né i dettagli né i nomi delle strutture, nomi che potrebbero essere svelati nell’indagine conoscitiva sul tema prevista dalla commissione sanità in Senato.

Secondo l’articolo de la Repubblica ci sarebbero “strutture sanitarie”, sia in Emilia Romagna che in Campania, dove le cellule staminali sarebbero utilizzate senza rispettare le regole. Non si sa però se queste strutture sono private, convenzionate o pubbliche. “Le indagini dei Nas sarebbero nate – racconta Repubblica – dalla segnalazione di alcuni pazienti e loro familiari, persone a cui erano stati proposti trattamenti a base staminali”.

Secondo l’Assessorato regionale per le politiche della Salute “nessuna struttura sanitaria pubblica o privata in Emilia Romagna ha svolto o sta svolgendo attività collegate al metodo Stamina”. Nella nota della Regione, diffusa nel pomeriggio, Viale Aldo Moro si dice pronto a collaborare pienamente con le autorità preposte, ma sottolinea che dall’indagine svolta per proprio conto tra le Aziende sanitarie locali emerge che in nessuna clinica convenzionata si sia usato il metodo Stamina.

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