5 feb – Secondo sit-in di protesta contro il regime di Mubarack per gli egiziani che vivono e lavorano a Bologna. Sotto il Nettuno una trentina di manifestanti hanno distribuito volantini dove erano espresse le ragioni per le quali il presidente Mubarack dovrebbe dimettersi: prima fra tutte la mancanza di democrazia e la violenza che ha caratterizzato questi giorni di protesta. “Siamo stufi delle parole del presidente Mubarack. Vogliamo che si dimetta subito” ha ribadito Aly Youssef, medico specializzando al S. Orsola, che aveva lanciato il primo sit-in il 25 gennaio scorso, giorno in cui è partita la mobilitazione contro il regime di Mubarack. Il tam tam è stato lanciato da un gruppo su facebook intitolato ad un giovane manifestante rimasto ucciso in piazza, dal nome di Khaled Said. “Fra la prima e questa manifestazione – continua Aly Youssef – abbiamo notato una maggiore solidarietà: la gente ha seguito quanto è successo in Egitto. Il regime di Mubarack non è riuscito a nascondere quanto sta avvenendo. Ho visto negli occhi delle persone maggiore comprensione“.
Fra i presenti c’era anche Roberto Morgantini responsabile dell’ufficio stranieri della Cgil di Bologna. Il sindacalista ha inviato i cittadini egiziani il prossimo giovedì alle 18 sotto il Nettuno, a partecipate all’appuntamento “Silvio must stop“, sit-in lanciato il 18 gennaio scorso, con l’intento di unire la richiesta di dimissioni del presidente del consiglio Silvio Berlusconi con quella del presidente egiziano Muḥammad Ḥosnī Sayyid Ibrāhīm Mubārak.

