1 dic. – Agenti della Digos di Bologna sono partiti per il carcere di San Vittore di Milano per notificare a Riad Nasri, cittadino tunisino, già detenuto a Guantanamo, un’ordinanza di custodia cautelare. Nel 1996 la Procura di Bologna ha aperto sul suo conto un fascicolo con l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione di documenti, ricettazione e spendita di denaro falso. Si ipotizzava che appartenesse a un gruppo che avrebbe dato supporto logistico al terrorismo islamista in Europa. Durante l’udienza preliminare era caduta l’ipotesi di associazione terroristica con finalità di eversione, perché applicabile solo dopo i fatti contestati. L’inchiesta aveva portato anche a 14 condanne, ma la posizione di Nasri (che era stato sempre latitante per la giustizia italiana) venne stralciata quando si seppe, nel corso di un’udienza del 18 novembre 2002, della sua detenzione a Guantanamo. Qualche giorno fa la Procura ha saputo dell’arrivo dell’indagato dal carcere statunitense.
L’inchiesta era nata durante un’indagine condotta a Casalecchio su un giro di banconote false. Allora, l’irruzione in un appartamento abitato da due cittadini algerini portò al ritrovamento non solo di banconote fasulle, ma anche di armi e documenti falsi.

