Anche a Di Pietro piace il Bunga Bunga?

Il trasformismo non è certo un male che colpisce solo Di Pietro e non lo ha certo inventato l’Idv.
Tuttavia lo spettacolo ricorrente che il partito più antiberlusconiano del pianeta dà nei momenti cruciali è sconcertante e anche avvilente.

Nel 2001 l’unico senatore scampato al disastro annunciato del centrosinistra alle elezioni non aspettò neanche di aver dato le credenziali ai commessi di palazzo Madama per passare armi e bagagli con la maggioranza berlusconiana. Non ce ne ricordiamo il nome ma non è un problema. citando Marx (il comico): “non scordiamo mai una faccia con lui abbiamo fatto una  eccezione.”

Abbiamo poi dovuto assistere nella scorsa legislatura al tristo spettacolo di quel mellifluo De Gregorio: appena eletto passò con Berlusconi mettendo subito a repentaglio la tenuta del Governo Prodi che al Senato si reggeva sui senatori a vita. Accusato di trasformismo il De Gregorio si difese dicendo che lui era sempre stato di centrodestra e che Di Pietro lo sapeva benissimo quando lo mise in lista. E lo mise in lista perché aveva un bel pacchetto di voti.. Complimenti all’Idv.

Infine ecco la coazione a ripetere: nel mercato delle vacche di Montecitorio i deputati dell’Idv sono tra i più ricercati e infatti il buon Domenico Scilipoti ha annunciato la sua uscita dal partito alla vigilia della sfiducia, assieme a una compagnia di giro degna dello spettacolo, composta dal federmeccanico veltroniano ex Pd Massimo Calearo ed all’ex pd ed ex api Bruno Cesario.

I tre “cabarettisti” hanno fatto una conferenza stampa per proclamare la nascita di un loro gruppo: con innegabile umorismo l’hanno battezzato “responsabilità nazionale”. Infatti sono talmente responsabili che hanno annunciato di votare in tre modi diversi, uno a favore del governo, uno contro e uno si asterrà. Non temete, entro martedì si accocoleranno tutti e tre ai piedi del Cavaliere.

Meno creativo ma più concreto l’Idv Antonio Razzi, che contorcendosi ha lasciato il partito di Di Pietro per entrare in “Noi Sud” affermando che “La separazione è indispensabile. Dopo 16 anni nell’Idv è venuto meno il rapporto di fiducia, c’era un  mio stato di sofferenza atavica nel partito. Voglio tornare in autonomia a essere utile alla gente che rappresento”. Non sappiamo che gente rappresenta Razzi, anche se speriamo di non doverla mai incontrare, soprattutto di notte.

Ebbene, in questo bello spettacolo spunta sempre il faccione di Di Pietro che un po’ si indigna e un po’ allarga le braccia, come a dire: “che volete che faccia, mica posso sapere che gente è quella che porto in Parlamento..”
Ecco, il problema è proprio questo: che Di Pietro dovrebbe invece sapere chi è che porta in Parlamento, anche perché con questa legge ignobile li sceglie lui personalmente. E se non lo sa o è uno sprovveduto o è un opportunista, che in campagna elettorale tira su di tutto, salvo poi indignarsi quando i nodi vengono al pettine.

Oggi Di Pietro sarà a Bologna per proporre il suo comizio/spettacolo assieme a prestigiosi autori. Resta il dubbio che il cavaliere non sia poi il solo a farci quotidianamente il bunga bunga, ma sia spesso aiutato da inaspettati compagni di bunga.

Paolo Soglia

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