Anche a Bologna respiriamo “Mal’aria”

28 gen. – “Ci siamo rotti i polmoni” con questo slogan Legambiente lancia la sua campagna annuale contro l’inquinamento atmosferico: Mal’aria. Nel 2010 in Italia sono stati 48 i capoluoghi di provincia ad aver superato il limite dei 50 μg/m3 di polveri sottili per più di 35 giorni. Tra queste città ci sono anche tutte quelle dell’Emilia Romagna. Le capofila sono Reggio Emilia e Modena con 84 e 82 sforamenti, poi segue Bologna con 63.

Il 13 gennaio a Bologna i volontari di Legambiente hanno percorso alcune strade cittadine con un’unità elettronica portatile in grado di calcolare la presenza delle polveri sottili, di diversa grandezza: pm10, pm 2.5 e pm 1. Sono state analizzate due strade in zone pedonali, quattro nella Ztl, due lungo i viali di circonvallazione: in tutti i casi i valori superavano quelli stabiliti dai limiti di legge, arrivando anche oltre i 100 μg/m3 ne caso delle pm10. Legambiente conferma quindi i dati preoccupanti di Arpa che ha registrato già 12 sforamenti nei primi 27 giorni del 2011.

Sotto accusa è soprattutto il traffico veicolare che secondo Legambiente andrebbe limitato favorendo l’utilizzo della bicicletta, dei mezzi pubblici elettrici, estendendo le aree pedonalizzate. Secondo Claudio Dellucca, presidente di Legambiente Bologna, è importante che le istituzioni investano sul sistema ferroviario metropolitano, che stenta a decollare per la mancanza di fondi che non permette di acquistate le motrici elettriche. “L’alternativa significa anche divieti” aggiungono gli ambientalisti, riferendosi al ruolo svolto dalle telecamere di sorveglianza degli accessi alla Ztl e alle vie preferenziali, Sirio e Rita.

Oltre allo smog, l’altro imputato per l’inquinamento a Bologna è il bitume, il composto utilizzato per l’asfaltatura delle strade. E’ prodotto da alcune aziende cittadine, sotto accusa dai comitati di quartiere e secondo Legambiente è uno dei vettori di diffusione di sostanze cancerogene.

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