Bologna, 3 lug. – La Digos sta effettuando perquisizioni nelle abitazioni di 14 attivista dell’area anarchica e del collettivo Aula C. Lo comunica la Questura di Bologna, che spiega come i 14 sono “indagati per reati recentemente perpetrati sopratutto nel quartiere Bolognina (invasioni di edifici, imbrattamenti, danneggiamenti, lesioni personali)”. Le perquisizioni sono state decise della Procura di Bologna.
Le perquisizioni, da quanto è emerso da ambienti vicini alla Procura, sono la risposta alle recenti azioni contro il Pd, anche in vista della manifestazione del 2 luglio non preavvisata. Ma comunque annunciata da giorni. I fatti contestati dai magistrati sono in tutto nove. Il primo è del 31 ottobre dello scorso anno, quando venne sgomberato un edificio occupato in via Saliceto, per il quale sono indagati in 14. Dieci sono gli indagati, invece, per il danneggiamento di un edificio in via Lionello Spada, sempre in Bolognina. Per blocco di servizio pubblico in via Crespi e il danneggiamento di alcuni cassonetti, fatti che sono del 20 marzo 2014, sono indagati in 14. Due persone sono poi indagate per il danneggiamento, il 2 aprile scorso, di una saracinesca del circolo del Pd Galvani, a Bologna. E il giorno dopo, il 3, ci fu un’altro attacco a una sede del Partito democratico, in via Bentivogli: una persona è indagata. Diversi, infine, i fatti contestati nel mese di giugno, come l’occupazione il 16 del mese di un immobile Acer in via Zampieri: 10 gli indagati. Quattro sono indagati per aver invaso un edificio pubblico in via Beverara il 17 giugno. Il 18, inoltre, in sette reagirono a un controllo di polizia, tutti indagati. Così come i due anarchici che il 19 giugno hanno aggredito verbalmente un ragazzo con calci, pugni e sputi in piazza dell’Unità, in uno stand del Pd, procurandogli una frattura alla gamba.
Nel pomeriggio è previsto alle 17 il corteo di quartiere degli anarchici “contro la gentrificazione” della Bolognina e contro i numerosi sgomberi che hanno colpito le occupazioni anarchiche nelle settimane scorse.
Nella sera del 2 luglio sul sito inform-azione.info è comparso un post che dava conto dell’ordigno davanti a CasaPound posizionato la notte tra il 30 giugno e il 1 luglio. Il messaggio sembra informare sulle modalità tenute da chi ha messo l’ordigno, con attenzione al fatto che nessuno si facesse male tanto che il tubo con polvere pirica viene definito “piccolo” e si sottolinea che l’area era stata delimitata con nastro bianco e rosso. In ambiente investigativo il post viene considerato una rivendicazione.
Finora sullo stesso sito non c’è nulla sugli ordigni inesplosi davanti alla sede del Pd al Savena. Le indagini sui due episodi sono separate.

