16 apr. – Dietro allo striscione “Contro la guerra dei padroni a fianco di chi insorge” è partito verso le 17 il corteo organizzato dagli anarchici a seguito degli arresti per associazione a delinquere aggravata dall’eversione eseguiti il 6 aprile.
Il concentramento era iniziato alle 15, come da programma, ma la manifestazione prima di partire ha atteso l’arrivo delle varie delegazioni da altre città italiane e di alcuni anarchici fermati polizia in via San Donato per alcuni controlli. Oltre che da Bologna i solidali agli arrestati, in tutto 500 circa, sono arrivati dal Trentino, dalla Toscana e dal Piemonte.
Dopo poche centinaia di metri dalla partenza il corteo è passato di fronte ad un blindatissimo Consolato greco e lì c’è stato un primo momento di tensione: sono state lanciate alcune bottiglie verso i cordoni delle forze dell’ordine e gli agenti hanno allontanato i più agitati spingendoli con gli scudi. Durante il fronteggiamento qualcuno è riuscito a scrivere insulti sulla camionetta dei carabinieri, posta in difesa del Consolato. Poi gli stessi manifestanti hanno formato un cordone davanti agli agenti per far defluire il corteo.
In via Irnerio i manifestanti si sono fermati per spiegare ai passanti del mercato della Piazzola le ragioni della manifestazione. Al centro del corteo uno striscione riporta il cane simbolo dell’Eni con la testa mozzata e recita: “Il mostro a sei zampe deve sputare sangue”. Ci sono anche telecamere e cineprese di cartone, per rappresentare la critica alla videosorveglianza. Molti slogan in solidarietà anche con gli anarchici greci, contro la Digos e la polizia e anche contro i giornalisti che hanno scritto pezzi non graditi, dei quali sono stati fatti nomi e cognomi.
Il corteo è arrivato in via Garavaglia, davanti alla sede del quartiere San Donato, dove sono stati lanciati sassi, petardi, bottiglie e bastoni contro la polizia che ha risposto con una carica. Per qualche minuto anarchici e forze dell’ordine hanno continuato a fronteggiarsi, ma senza che la situazione degenerasse.
Alla fine dal microfono si è annunciata l’intenzione di occupare uno spazio per continuare la protesta: i manifestanti sono stati invitati a spostarsi in autobus o con i propri mezzi. Sconosciuta la meta dell’occupazione.
L’atmosfera per tutto il corteo è stata tesa: fin dalla partenza diversi manifestanti sono a volto coperto, altri sono muniti di casco e si intravedono anche dei bastoni. A quanto si apprende, prima del corteo le forze dell’ordine avrebbero fermato un’auto trovandovi all’interno caschi e bastoni. Dal microfono della manifestazione è stato spiegato che alcune persone sono state fermate perché trovate in possesso di “aste di bandiera”.

