Anarchici. Dopo lo sgombero 3 arresti per resistenza e lesioni

Bologna, 17 giu. – Per reagire allo sgombero si sono barricati nell’edificio, hanno scaricato alcuni estintori, lanciato oggetti contro polizia e vigili del fuoco. Prima di ‘arrendersi’, hanno gridato: “Ce ne andiamo sennò questi ci ammazzano”. Si è conclusa verso mezzogiorno l’operazione iniziata all’alba della Digos di Bologna contro un manipolo di militanti di area anarchica che occupavano una struttura del Comune, la vecchia casa del custode della ex Fornace Galotti, in via della Beverara, fatiscente e da tempo in disuso. In cinque, tutti ritenuti legati alla realtà dell’Aula C di Scienze politiche, sono stati portati in questura, per tre è scattato l’arresto: due ragazzi e una ragazza, accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che di invasione di edifici e di getto pericoloso di cose.

Per loro il Pm Giampiero Nascimbeni chiederà la convalida e la custodia cautelare in carcere al Gip. La scelta della Procura di non passare per il processo in direttissima indica una linea di maggior severità. Per il procuratore aggiunto portavoce Valter Giovannini gli arresti sono “un forte segnale di legalità”. Due vigili del fuoco, colpiti dagli oggetti lanciati dagli anarchici, hanno avuto una prognosi di sette giorni. ”Sono successi fatti gravi – ha commentato il Questore Vincenzo Stingone – hanno lanciato dall’alto estintori, colpendo i vigili del fuoco con un cestello già elevato a qualche metro da terra. Potevano fare malissimo. E poi pezzi di vetro, di legno, bottiglie, escrementi, urina. La nostra non è la linea della fermezza ad ogni costo, delle manette facili: sono loro che hanno superato il limite della legalità e del rispetto delle persone. Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?, diceva Cicerone. Ecco, hanno abusato della nostra pazienza”.

Differente la versione degli occupanti. Ai nostri microfoni un’attivista ha raccontato come ha vissuto lo sgombero. “E’ stato uno sgombero violentissimo, e hanno fatto male ad alcuni compagni”.

      occupanti anarchici

Lo stabile in via Beverara, è a circa 500 metri da una delle sedi Pd che nell’ultimo periodo sono state oggetto di imbrattamenti e scritte contro la Tav. Gli anarchici avevano occupato nei giorni scorsi uno stabile Acer (edilizia pubblica) in via Zampieri, fondando il circolo ‘Acer-chiata’. Sui muri, frasi contro la Tav e quelli che vengono letti come riferimenti ai vandalismi alle sedi Pd. Anche questo locale in mattinata è stato sgomberato, vuoto, ed è stata fatta una perquisizione. Nel circolo era già calendarizzata una serie di appuntamenti come quello di domani sera, previsto a partire dalle 19, su “Tav e Pd, devastatori ad alta velocità”.

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