11mar. – Il blocco dell’emendamento per allungare la Cassa integrazione ordinaria di 6 mesi da parte della Ragioneria di Stato mette a rischio migliaia di lavoratori delle imprese in Emilia Romagna. E’ il monito dell’assessore regionale alle attività produttive Duccio Campagnoli che oggi, a margine di un incontro organizzato da Confindustria regionale, dipinge un quadro difficile per aziende e lavoratori in regione.
“In Emilia – Romagna abbiamo avuto, nel corso del 2009, l’attivazione di circa 500 accordi per la cassa integrazione straordinaria. A essere coinvolti sono tra i 10.000 e i 15.000 lavoratori”.
Molte aziende hanno utilizzato immediatamente la cassa integrazione straordinaria senza passare prima per la ordinaria; questa strategia nel 2010 comporterà per 500 aziende – 200 nel primo semestre e 300 nel secondo – la fine degli accordi. Le aziende che infatti hanno chiesto direttamente la Cassa integrazione straordinaria non potranno più accedere a quella ordinaria e nemmeno beneficiare di un eventuale proroga.
Secondo Campagnoli bisognerebbe “applicare la legge e quindi dare con un intervento del Ministero e con le risorse proprie prosecuzione per altri 12 mesi nei casi necessari”.
Sulla stessa linea dell’assessore regionale sono anche il presidente di Confidustria Bologna Anna Maria Artoni e il suo omologo di Unindustria Maurizio Marchesini.
Per la Artoni, che temeva che gli ammortizzatori sarebbero venuti meno, “si dovrebbero mettere in campo tutte le strategie per ripartire e riragionare sul sistema delle tutele, tirando dietro anche coloro che di tutele non ne hanno“. Per Marchesini, invece, bisogna “mettere mano a una riforma vera degli ammortizzatori per non lasciare senza paracadute tanti lavoratori”.

