Bologna, 6 feb. – La notizia arriva mentre alla Camera del Lavoro della Cgil di Bologna è in corso il convegno “Una regione senza amianto“. Dal tavolo dei relatori Noella Bardolesi, dell’associazione Familiari vittime amianto, prende la parola attorno alle 12. “Mi hanno appena chiamato, Enzo è morto“.
Enzo Sermenghi, classe 1948, era in pensione da qualche anno e nel 2012 aveva scopero di avere un mesotelioma pleurico, tumore dovuto all’esposizione all’amianto che ha già colpito più di 200 lavoratori ed ex lavoratori delle Officine grandi riparazioni di Bologna. “Aveva subito due operazioni ai polmoni – ricorda un collega – entrambe le volte era migliorato di molto, entrambe le volte ha avuto una ricaduta”. Sermenghi aveva prestato servizio all’inizio della sua carriera nelle Ogr nel reparto lamierai, lo stesso dove lavorò un altro tecnico ucciso dalla polvere d’amianto: Valter Nerozzi.
Dagli anni 80, anche grazie alla mobilitazione dei lavoratori, alle Ogr la situazione amianto è stata messa gradualmente sotto controllo, e i treni e le officine sono stati bonificati. A quando si apprende dalle testimonianze di alcuni tecnici e operai, l’amianto non sarebbe però sparito del tutto. Componenti di vecchi convogli ancora in circolazione contengono o potrebbero contenere amianto, e nonostante questo le attività di manutenzione non sempre sarebbero eseguite nel rispetto del principio di precauzione.

