Bologna, 29 gen. – In Friuli-Venezia Giulia esiste dal 2001, in Emilia Romagna la Regione sta prendendo tempo, e dichiara di stare valutando se creare o meno un registo degli ex esposti all’amianto, cioè di tutte quelle persone che sono entrate in contatto, per motivi lavorativi e non, con la polvere dell’amianto. Il consigliere regionale Roberto Sconciaforni della Federazione della Sinistra ha chiesto alla Giunta Errani quando sarà creato un registro simile a quello friulano. La risposta è arrivata dal sottosegretario Bertelli, “stiamo valutando la fattibilità tecnica e l’efficacia di un sistema simile”.
Un ritardo, quello della regione emilia romagna, che Vito Totire dell’associazione esposti all’amianto definisce vergognoso. “E’ 12 anni che aspettiamo, non c’è nessuna difficoltà tecnica”.
“Da decenni chiediamo un registro che monitori gli ex esposti, vogliamo ragionare con le persone in vita e fare così prevenzione – spiega Totire – I costi economici sono un abbaglio se vengono considerati un ostacolo. E’ molto più dispendiosa la situazione attuale dal punto di vista sociale e da quello sanitario. Oggi come oggi il lavoratore è abbandonato a sé stesso, costretto ad una spirale di esami a volte inutili. Secondo noi l’istituzione di un registro degli ex esposti all’amianto rappresenterà anche un risparmio per il servizio sanitario in regione”. Totire fa anche notare l’esistenza di un registro regionale degli ex esposti al Cvm, sostanza tossica portata alla ribalta grazie al processo per le morti al Petrolchimico di Porto Marghera.
L’incidenza del mesotelioma pleurico, tumore legato all’esposizione all’amianto, sta salendo vertiginosamente. Nel 1996 se ne sono registrati 73, nel 2012 più del doppio, 152. In totale, anno dopo anno, a fine 2013 risultavano archiviati 2.334 tumori legati all’amianto.

